Report Ibm: il 29% delle aziende spende più per il cloud ibrido rispetto all’IA

Secondo lo studio solo il 36% dei ceo e il 50% dei cfo intervistati ritiene che l'IT sia efficace nei servizi di base

Per la maggior parte (80%) dei ceo intervistati, la trasparenza nell’uso di tecnologie di nuova generazione, come l’AI generativa, è fondamentale per rafforzarne la fiducia.

È disponibile un nuovo report dell’Institute for Business Value di Ibm dal titolo “2024 Technology Leaders Study: 6 blind spots tech leaders must reveal”, uno studio che ha coinvolto 2.500 dirigenti tecnologici di livello apicale di 34 paesi inclusa l’Italia, e ha rivelato che meno della metà (47%) ritiene che la propria organizzazione IT sia efficace nei servizi di base, rispetto al 69% degli intervistati nel 2013. Oggi, solo il 36% dei ceo e il 50% dei cfo intervistati ritiene che l’IT sia efficace nei servizi di base, in calo rispettivamente dal 64% e dal 60% dal 2013.  Allo stesso tempo, il 43% dei cxo tecnologici intervistati afferma che negli ultimi sei mesi le preoccupazioni relative alla propria infrastruttura tecnologica sono aumentate come effetto dell’avvento dell’AI generativa e che ora si stanno concentrando nell’ottimizzazione dell’infrastruttura per permettere la scalabilità della GenAI. Inoltre, gli intervistati dichiarano di spendere attualmente il 29% in più per il cloud ibrido rispetto all’AI, ma prevedono che metà del loro budget sarà destinato al cloud ibrido e AI nei prossimi due anni.

Poiché i cxo tecnologici danno priorità agli investimenti in infrastrutture GenAI ready, due terzi dei ceo intervistati affermano che una forte collaborazione tra i cxo del settore tecnologico e i cfo è fondamentale per il successo della propria organizzazione. Nonostante ciò, solo il 39% dei cxo tecnologici dichiara, infatti, di collaborare con i colleghi che si occupano di finanza per incorporare strutture tecnologiche nei business case, e solo il 35% dei cfo riferisce di essere stato coinvolto in anticipo nella pianificazione IT per definire le aspettative strategiche. Lo studio ha evidenziato che le organizzazioni che considerano gli investimenti tecnologici insieme a risultati aziendali misurabili registrano una crescita dei ricavi superiore del 12%.







«I leader tecnologici sono oggi alle prese con molteplici esigenze aziendali, rese ancora più complicate dalla presenza dell’AI generativa. Devono affrontare le sfide della modernizzazione dell’infrastruttura IT e della scalabilità dell’AI generativa per sostenere quel vantaggio competitivo fondamentale per la crescita dell’azienda», ha dichiarato Mohamad Ali, senior vice president Ibm Consulting. «In questo panorama in evoluzione, il rapporto tra i cxo tecnologici e le loro controparti finanziarie non è mai stato così importante per poter allineare la spesa tecnologica ai risultati di business e ottenere valore reale dagli investimenti in AI».

L’intelligenza artificiale responsabile è al centro dell’attenzione dei cxo tecnologici, ma c’è un divario tra intenzioni e azioni

Per la maggior parte (80%) dei ceo intervistati, la trasparenza nell’uso di tecnologie di nuova generazione, come l’AI generativa, è fondamentale per rafforzarne la fiducia. Tuttavia, la maggior parte dei cxo tecnologici riconosce che le loro organizzazioni non sono in grado di offrire un’AI responsabile su scala:

  • Solo la metà (50%) degli intervistati afferma di essere in grado di fornire capacità di AI responsabile per quanto riguarda la spiegabilità, e ancora meno affermano di essere in grado di fornire questa capacità per quanto riguarda la privacy (46%), la trasparenza (45%) e l’equità (37%).
  • Il 41% dei cxo tecnologici ha segnalato un aumento delle preoccupazioni relative a normative e conformità quali ostacoli all’adozione dell’AI generativa negli ultimi sei mesi.
  • Tuttavia, la maggior parte (70%) di essi vede i cambiamenti normativi come un’opportunità, rispetto al 50% dei ceo.
  • I cxo tecnologici stanno spingendo le loro organizzazioni a ripensare la talent strategy per soddisfare le esigenze dell’era dell’AI generativa
  • Il 63% dei cxo tecnologici intervistati concorda sul fatto che la loro competitività dipenderà dalla capacità di attrarre, sviluppare e trattenere i migliori talenti.
  • Tuttavia, il 58% di essi dichiara di avere difficoltà a ricoprire i ruoli tecnologici chiave e solo il 27% degli intervistati identifica il talento come una priorità assoluta.
  • Nei prossimi 3 anni, i dirigenti tecnologici prevedono un aumento della mancanza di competenze in aree chiave, tra cui il cloud (+36%), l’AI (+29%), la sicurezza (+25%) e la privacy (+39%).
  • Il 40% segnala un aumento delle preoccupazioni negli ultimi sei mesi.
    Oltre la metà (54%) attribuisce alle pressioni finanziarie l’ostacolo maggiore alla loro possibilità di investire nei talenti tecnologici.
  • Molti cxo tecnologici intervistati (69%) affermano di rivolgersi ai partner commerciali come fonte per acquisire competenze specializzate.

La situazione dell’Italia

Attualmente, solo il 38% dei ceo e il 51% dei cfo intervistati ritiene che l’IT sia efficace nei servizi di base, rispetto rispettivamente al 64% e al 60% del 2013. Per quanto riguarda la collaborazione tra cxo e cfo, solo il 38% dei cxo tecnologici afferma di collaborare con i colleghi della finanza per incorporare le metriche tecnologiche nei business case, mentre il 35% dei cfo dichiara di essere stato coinvolto in anticipo nella pianificazione IT per definire le aspettative strategiche, in linea con i dati mondiali. Allo stesso tempo, i leader della C-Suite si stanno concentrando sempre di più sulle richieste di intelligenza artificiale generativa e sulle sfide che questa tecnologia comporta per l’infrastruttura tecnologica. Il 43% dei cxo tecnologici ha affermato che le preoccupazioni per l’infrastruttura sono aumentate negli ultimi sei mesi a causa dell’AI generativa e che stanno attualmente cercando di ottimizzarla per supportare la scalabilità dell’AI generativa. Il report evidenzia che il 58% dei cxo tecnologici ha difficoltà a ricoprire ruoli tecnologici chiave e solo il 27% li considera una priorità assoluta. Inoltre, nel prossimo triennio, è prevista una mancanza di competenze in aree chiave come il cloud (+36%), l’AI (+29%), la sicurezza (+25%) e la privacy (+39%).

Questi risultati sottolineano la necessità per le organizzazioni italiane di investire in modo strategico per adeguarsi all’evoluzione dell’AI generativa e garantire un’infrastruttura tecnologica solida per la fornitura di servizi di base efficaci.














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